Segreti per un’abbronzatura sana e duratura

 In Trattamenti Cutanei

Guida completa alla protezione solare

Siamo ormai in primavera inoltrata e l’estate è alle porte: iniziano il periodo dei weekend al mare e in montagna, temperature piacevoli e prime abbronzature a rinfrescare il colorito. È proprio in questo periodo dell’anno che mettiamo le basi per una sana e duratura abbronzatura ma, complici il piacevole clima ancora primaverile e il sole, spesso trascuriamo l’importanza della protezione solare e stressiamo la nostra pelle con impreviste scottature.

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Unicaderma vi ricorda importanti accorgimenti  da tenere a mente nei mesi estivi per abbronzarsi responsabilmente: abbiamo già parlato dell’effetto dannoso degli UVA e degli UVB ed è bene ricordare che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha identificato ben 9 malattie strettamente legate all’esposizione UV. Oggi ci focalizzeremo sui fondamentali e partiremo proprio da ciò che attira la nostra attenzione quando prendiamo in mano una confezione di un cosmetico solare. Inoltre è bene ricordare che è anche importante scegliere prodotti di trattamento pre e post-sole che aiutino la melanina a diffondere correttamente per evitare le fastidiose macchie come il nostro Kimé Booster.

Che cos’è l’SPF?

L’SPF misura l’efficienza del filtro e indica per quanto tempo la persona che ha applicato quel determinato prodotto solare può rimanere esposta alla radiazione UVB senza scottarsi: ad esempio se X si scotta dopo 12 minuti di permanenza al sole, applicando un SPF 10 si scotterà dopo 120 minuti.

Si tratta di una misura piuttosto imprecisa perché il danno della pelle è causato anche dall’UVA che tuttavia, essendo meno energetici degli UVB, sono meno eritematosi e non provocano dolore o scottature (da qui l’iniziale difficoltà nel determinarne il danno).

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È da relativamente poco tempo (2007) che il Colipa (The European Cosmetic and Perfumery Association) ha sviluppato metodi per la determinazione del fattore di protezione UVA da eseguirsi dopo la determinazione dell’SPF. Dal 2011 in poi la Food and Drug Administration statunitense ha previsto nuove regole per le etichette delle protezioni solari, chiedendo di sottolineare l’importanza della protezione sia dagli UV-A che dagli UV-B (la broad spectrum protection, per l’intero spettro di radiazione).

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Resistenza all’acqua

Eccoci alla seconda dicitura che ci fa propendere per un prodotto solare piuttosto che per un altro: vi siete mai chiesti cosa significa? Distinguiamo tra solari “Water Resistent” e “Very Water Resistent”.
Diciamo “Water Resistent” se dopo 2 immersioni di 20 minuti l’efficacia dell’SPF rimasto è maggiore del 50% mentre “Very Water Resistent” se dopo 4 immersioni di 20 minuti l’efficacia dell’SPF rimasto è maggiore del 50%.
Ecco perché è fortemente consigliato applicare il prodotto solare anche dopo i bagni e ripetutamente nel corso della giornata.

What’s inside? Hints of chemistry

Ora che avete scelto il prodotto che fa per voi, vi invitiamo a prelevarne un po’ e a spalmarvelo sul dorso della mano in modo da conoscere i veri protagonisti della formula: i filtri solari. I prodotti solari contengono un mix di filtri in modo da garantire una protezione omogenea e globale dalle radiazioni: distinguiamo i filtri solari in filtri fisici e filtri chimici.

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I  FILTRI FISICI schermano UVA e UVB attraverso fenomeni di riflessione e scattering, in pratica li “rimbalzano” e non provocano surriscaldamento della pelle. In passato questi filtri erano poco apprezzati perché la loro struttura creava una antiestetica patina bianca, tuttavia oggi questo inconveniente è stato superato grazie a nuove tecniche di micronizzazione degli elementi e accorgimenti formulativi. I filtri fisici sono ben tollerati dalla pelle e per questo adatti a chi soffre di fotosensibilità, per chi ha la pelle danneggiata e per i bambini.
I più usati? Ossido di titanio e ossido di zinco.

I FILTRI CHIMICI sono sostanze di sintesi che assorbono le radiazioni. In genere queste molecole hanno anelli aromatici che assorbono gli UV su di loro bloccandone l’energia: il principio dunque è quello di intrappolare i raggi sulle molecole del filtro in modo che questi non raggiungano l’epidermide. L’energia catturata verrà poi dissipata attraverso decadimenti (ad esempio calore) o cambiamenti di tipo fotochimico della molecola usata come filtro. Per fare questo la struttura di queste sostanze è particolarmente complessa e ciascun filtro cattura e trasforma selettivamente solo certe radiazioni dello spettro, in particolare i filtri chimici hanno scarso potere sugli UVA. I più diffusi sono i cinnamati, i benzofenoni, gli esteri dell’acido para-amino benzoico e i dibenzoilmetani.

Ora conosci tutti i segreto per un’abbronzatura sana e Duratura. Presto sarà disponibile la nuova crema Solare di Unicaderma. Ti ricordiamo che ka Dott.ssa e Cosmetologa Chiara Cravino è a tua disposizione per fornirti consigli personalizzati per la tua pelle e le tue problematiche. Se hai bisogno di informazioni o consigli scrivici su Facebook o in Chat.

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  • Federica Moretta Chimica Cosmetologa

    Laureata in Chimica pura e con un Master in Scienze Cosmetologiche, lavora nell’ambito delle materie prime cosmetiche. Ama la cosmesi perché consente l’equilibrio tra l’ alta preparazione tecnica e il guizzo creativo, tra razio e immaginazione.

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